I Musici pergolesi

1. Allegro

2. Larghetto

3. Allegro

Concerto per violino ed archi in si bem. magg.

G. B. Pergolesi, il cui cognome originale era Draghi, discendente da una famiglia di Pergola, da cui “pergolesi”, era profondamente legato a Napoli. La sua formazione si svolse nel Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo sotto la guida di Domenico de Matteis, per il violino, e poi dello stesso Durante: tutta la sua carriera e le opere possono dirsi interamente napoletane. Non a caso la sua produzione è legata fondamentalmente al teatro in musica, particolarmente nella forma buffa, che fu il vanto di quella scuola e a cui lo stesso Pergolesi apportò contributi significativi e universalmente noti come la Serva padrona e, su tutt'altro fronte, lo Stabat Mater. E non è un caso che le migliori prove vengano dai musicisti e compositori che frequentarono assiduamente il violino: strumento privilegiato per la capacità di imitare più profondamente la voce umana che rappresentava l’ideale supremo. I Musici scelgono di omaggiare il celebre compositore presentando, secondo una loro consolidata tradizione, composizioni rare e molto poco frequenti nei circuiti concertistici nell’intento di presentare al pubblico altri angoli visuali o, meglio, d’ascolto, dei grandi maestri. È il caso del Concerto per violino, archi e basso continuo in si bemolle maggiore che nel catalogo pergolesiano figura tra le poche opere strumentali, appena cinque, e che viene considerata di sicura attribuzione. L'ascolto ci introduce immediatamente nel clima tipico del barocco musicale ma soprattutto svela una cantabilità dello strumento che preannuncia gli sviluppi della musica strumentale italiana che abbandonava progressivamente l'Arcadia.

Pergolesi, whose surname was originally Draghi, descendant from the family Pergola, thus “Pergolesi”, was deeply attached to Naples. He studied at the Conservatorio dei Poveri di Gesu’ Cristo, where his violin teacher was first Domenico de Matteis then Durante. One may call all his works Neapolitan. It isn’t by chance that his compositions are fundamentally connected to the musical theatre, particularly the buffa (comic) form, which Pergolesi mastered - an example being the significant and very noted La Serva padrona and, altogether different, the Stabat Mater. It also isn’t coincidental that the best contributions of the period were from musicians and composers who had made a study of the violin, the instrument which best imitated the human voice, that for everyone was the supreme ideal.
I Musici in their faithful way, have chosen to pay homage to the celebrated composer by presenting rarely played compositions, therefore not much known on the concert platform. The Concerto per violino, archi e basso continuo in B flat major features in the Pergolesi catalogue as one of the few instrumental works (in fact there are only five) but which is undoubtedly attributed to him.
From the outset we are immediately introduced to music typical of the baroque sound which however, reveals a lyrical character of the instrument that gives a foretaste of the development of Italian instrumental music that was later to predominate.